Il Percorso
![]() Levigliani visto dalla cave del Corchia |
Il punto di ritrovo è a Levigliani di Stazzema. Vi si
arriva per Seravezza, Ruosina e Retignano, risalendo la Valle del
Torrente Vezza, sulla destra idrografica, seguendo la strada provinciale
di Arni. |
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L’ingresso artificiale per l’Antro del Corchia è
stato ricavato all’interno di un vecchio saggio estrattivo. La
galleria di collegamento sembra quasi la naturale prosecuzione, in
sotterraneo, del fronte esterno di escavazione del marmo. |
![]() Ingresso Galleria artificiale |
![]() Galleria Franosa |
Appena entrati nella cavità
carsica, si lascia sulla destra una tozza concrezione stalagmitica di
forma conica, denominata “Il Gendarme”. La progressione nell’Antro
è facilitata da passerelle, nella forma di ponti, rampe e gradoni in
acciaio, che hanno pure mitigato la trasformazione dell’ambiente
carsico, indotta dalla presenza turistica, soprattutto perché evitano
il contatto con il fondo della grotta. |
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La “Galleria degli Inglesi” ha uno sviluppo complessivo, nella parte attrezzata, di 245 m di lunghezza ed appartiene ad un reticolo di condotti rettilinei, orizzontali e sovrapposti, originatisi sul piano di un’unica frattura sub-verticale, che è andata incontro ad un ulteriore ampliamento per fenomeni chimici e meccanici. Le due principali gallerie del reticolo sono separate, ma esistono lungo il percorso diversi punti di comunicazione. Questi collegamenti verticali cominciano a rendersi più evidenti dalla metà in poi, con la volta dell’Antro che si eleva fino a scoprire i condotti superiori. Proprio qui, la “Galleria degli Inglesi” è spesso interrotta da piccoli salti, formati talvolta da caos di blocchi precipitati dall’alto.
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![]() Scallops |
Lungo questa parte del persorso, le pareti
della grotta sono ricoperte da scallops (cioè piccole concavità
regolari, dette anche a “colpi di sgorbia”), di varie dimensioni,
sono il risultato di passati scorrimenti turbolenti delle acque
sotterranee. |
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Si piega dunque a destra per ricercare l’ingresso della “Galleria
del Venerdì”, attraverso una strettoia, che scarta sul lato opposto. |
![]() L'aquila
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![]() Coralloidi della Foresta pietrificata |
Si raggiunge una stretta e profonda forra, in
cui si gettano le acque di un torrentello che poi prosegue a destra nel
“Pozzo della Gronda” o “della Cascata”. Ha qui origine quel
lungo ramo discendente dell’Antro del Corchia, che va poi a morire sul
fondo, alla quota di 450 m circa. |
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Un grosso masso di crollo, con sopra una
stalagmite falliforme, fa da architrave alla porta d’ingresso per la
parte ancora “viva” della “Galleria delle Stalattiti”. Lo
speleologo Jean-Carlo Fait ha definito il luogo come un’oasi di rara
bellezza in mezzo ad un mondo di pietra, di fango e d’acqua. Sono
ambienti di intensa suggestione, ai quali poche sale sotterranee al
mondo si possono paragonare ancora oggi. |
![]() Drappeggio |
![]() Stalagmiti attive |
La “Galleria delle Stalattiti” è una tipica condotta
freatica, posta alla quota media di 871 m, in cui la precipitazione dei
carbonati è ancora attiva. Anche qui il percorso attrezzato si è
adattato a penetrare con rispetto tra le concrezioni. Al termine, si
prosegue per un breve tratto discendente, attraversato da un torrentello
in cascata, con massi di crollo che restringono il cammino. Poi il
percorso ritorna piano ed agevole. Siamo di nuovo al punto di chiusura dell’anello finale. Sulla sinistra la possibilità di rivedere l’eden delle “Stalattiti”; sulla destra il ritorno alle terrene cose. |
testo estratto da:
Antonio Bartelletti, Alessia Amorfini, Corchia. Nel cuore delle Apuane.
"La Rivista del Trekking", XVIII (8), n. 149 (settembre 2001), pp.
62-75.